I giovani, il futuro e il presidente

di TONIO ATTINO

“Qualcuno – che vi giudica senza conoscervi davvero – vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna” ha detto nel suo discorso di fine anno il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolgendosi ai giovani, quindi anche a Pavels Krilovs, nato in Lettonia 35 anni fa ma cresciuto a Reggio Calabria dall’età di 11 anni. Infermiere, Pavels a marzo ha lasciato il suo lavoro al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna per tornare in Calabria e lavorare in una struttura privata. “Lascio innanzitutto perché non è più garantito il diritto all’abitazione a Bologna. Io guadagno quasi 2mila euro, ma una città che ti porta via quasi 1.000 euro se vuoi andare a vivere da solo non è più sostenibile. E non ritengo dignitoso, a 35, 40, 45 o più anni condividere ancora l’appartamento con qualcuno» aveva raccontato ad aprile all’edizione di Bologna del Corriere della Sera, che ha ripubblicato online in queste ore l’intervista scritta da Daniela Corneo. “Se devo sbattermi così tanto qui, ma non posso nemmeno permettermi una casa da solo, che senso ha?” si domandava Pavels Krilovs. “Torno a Reggio Calabria dove ho già un appartamento e la vita è sostenibile. Ho diversi amici colleghi con figli che si trasferiscono qui per fare gli infermieri e poi se ne vanno via perché non arrivano a fine mese o mettono tutto lo stipendio per sopravvivere. E poi ce ne sono altri che vincono i concorsi, provano a trasferirsi, ma non trovano casa e rinunciano al posto».

C’è qualcosa da aggiungere? Nulla. Buon anno.


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