di TONIO ATTINO
“Forse ai tuoi tempi. Adesso non è più così”.
Ci sono parole efficaci e ricorrenti che mettono un muro tra le generazioni, tagliando fuori un boomer perfino da una conversazione sull’uso del freno a mano. La conversazione, per capirci, è più o meno questa, padre-figlio.
– Quando parcheggi dovresti lasciare la marcia inserita.
– Ma ho tirato il freno a mano.
– Non basta, dovresti inserire anche la marcia. Metti la prima.
– Non serve a niente, basta il freno a mano.
– Anche un mio amico ne era convinto, poi la sua macchina finì contro un’altra macchina parcheggiata e fece un po’ di danni.
– Quanti anni fa?
– E chi se le ricorda. Qualche anno fa.
– Appunto, anni fa. I freni a mano di nuova generazione sono diversi.
Ecco, il vecchio e il nuovo. È evidente che ci siano generazioni anche nei freni a mano.
– Che cosa ti costa mettere la prima? Lo dicono anche alla scuola guida.
– Forse prima lo dicevano. I freni a mano di nuova generazione non hanno bisogno della marcia inserita.
Incuriosito dalla nuova teoria sui freni a mano, ho consultato l’intelligenza artificiale – roba da giovani, non da boomer, accipicchia – ponendo la domanda: “È necessario inserire la marcia, oltre che il freno a mano, quando l’auto è parcheggiata?”. Perplexity mi ha risposto: “No, non è strettamente obbligatorio inserire una marcia oltre al freno a mano quando l’auto è parcheggiata su terreno piano, ma è una pratica fortemente consigliata per maggiore sicurezza, specialmente su pendenze”. Claude ha puntualizzato: “Dipende dalla situazione, ma in generale sì, è una buona abitudine”. Infine Copilot: “Non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato. Inserire una marcia aggiunge una sicurezza meccanica in più”.
Mi sono fermato qui. Nessuna notizia è pervenuta sulla nuova generazione di freni a mano non bisognevoli della marcia inserita. Ho tenuto per me le risposte evitando di sentirmi dire dal consanguineo che avevo formulato male la domanda e sono arrivato perciò alla conclusione più agevole, comunicandogliela:
– Ok. Quando usi la mia macchina inserisci la marcia; quando usi la tua fai come ti pare.
Può esserci sempre, se esiste un nobile obiettivo comune, un punto di mediazione tra mondi lontani destinati a non incontrarsi. E questo punto, lo diceva già Aldo Moro in politica, sono le convergenze parallele.