Non saprei cosa scrivere, se non che Pino era paziente, imperturbabile, lento e preciso, con una grafia rotonda e gradevole, dotato di un curioso senso dell'umorismo ("dov'è finito De Profundis?" mi chiese di un collega dall’aplomb un po' particolare), ma soprattutto che era mio amico. Il mio primo capo nel giornalismo, colui che mi accolse …