di TONIO ATTINO
La politica di centrodestra è un po’ amareggiata e addirittura sorpresa per i fischi che la premier Giorgia Meloni ha raccolto nello stadio Iacovone di Taranto durante la cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo. Purtroppo è sempre così: la politica (di ogni schieramento, peraltro) non perde occasione per scandalizzarsi. Dovrebbe scandalizzarsi specchiandosi. Ovviamente non lo fa.
La sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, ha detto addirittura che Taranto dovrebbe scusarsi per i fischi alla presidente Meloni. Io penso invece che la sindaca Adriana Poli Bortone, al contrario, dovrebbe scusarsi lei; con me per esempio, che sono tarantino. Benché non fossi allo stadio e dunque non abbia fischiato la presidente Meloni, non solo penso che i politici dovrebbero essere pronti a prendere gli applausi e i fischi indifferentemente (come gli attori, i cantanti, i saltimbanchi, gli elettricisti e gli autoferrotramvieri), ma dovrebbero perfino riuscire a scusarsi. Perché dovrebbero? E’ un problema di tempi. Mi spiego, nel caso particolare.
Quando avevo sette anni Adriana Poli Bortone era consigliere comunale di Lecce, eletta con il Movimento sociale di Giorgio Almirante, e quando ne avevo trentotto lei era ancora lì, ma nel frattempo aveva sovrapposto alla sua attività di consigliere quella di deputato della Repubblica (sedici anni) riuscendo a occupare la poltrona di ministro delle risorse agricole nel governo Berlusconi (me la ricordo, avevo trentaquattro anni) per poi tornare sindaca di Lecce dal 1998 al 2002. Però nel 1999 si candidò (eletta e poi rieletta) al parlamento europeo, e ci rimase fino 2008, quando festeggiai il mio quarantottesimo compleanno. Però un anno prima, ricandidata al consiglio comunale di Lecce, non potendo ridiventare sindaca per il terzo mandato, fu eletta consigliere diventando vice sindaca, pronta a essere eletta senatrice nel 2008, accompagnandomi al mio cinquantatreesimo compleanno.
Sorvolerei, per non perdermi, sugli incarichi diciamo così collaterali (commissioni, vice presidenze, presidenze…) e sui partiti attraversati, dal Msi ad Alleanza Nazionale a Forza Italia a Fratelli d’Italia passando per Io Sud. Merita di essere segnalato un assessorato al Comune di Matera nel biennio 2017-2018. Nel 2024 ho festeggiato un altro compleanno con Adriana Poli Bortone sindaca di Lecce. Adesso un altro ancora per sentirle dire che non bisognerebbe manifestare dissenso. Se me lo diceva quando avevo sette anni magari ci credevo, ma non è colpa mia se, un po’ più grandicello, la ritrovo qui nel 2026, in una tappa della sua fantastica e spero interminabile parabola, smentita perfino da Giorgia Meloni che ha commentato i fischi con un riferimento alle vicende dell’ex Ilva: “Comprendo perfettamente le ragioni di chi, qui a Taranto, esprime il proprio dissenso”. Domani, 25 agosto, sarà il compleanno di Adriana Poli Bortone, 83 candeline. Auguri di cuore, sindaca. Attendo le scuse.

